Harry Potter sarebbe stato più divertente se . . .
domenica 25 novembre 2012
TU MI INSEGNI...
L'HOGWARTS EXPRESS
Hogwarts Express è il nome del treno magico che porta gli studenti da Londra a Hogsmeade. Il treno parte dal binario Binario 9 ¾ alla stazione di King's Cross senza alcuna fermata intermedia.
La Materializzazione (Apparation) è forse il modo più rapido per spostarsi tra i maghi. È permessa ai soli maggiorenni (cioè coloro che hanno compiuto 17 anni, e non 18 come per i Babbani). Per Materializzarsi bisogna pensare con decisione e determinazione alla destinazione (le tre D) che si vuole raggiungere. Poi bisogna fare un giro su sé stessi. Automaticamente il corpo si Smaterializza (Disapparation) dal posto in cui si trova e si Materializza nel luogo pensato. Tuttavia, per quanto rapida, la Materializzazione è anche scomoda. Infatti durante lo spostamento si prova un forte senso di oppressione e di soffocamento, come se si venisse infilati in un tubo di gomma molto stretto (almeno questo è l'effetto che fa su Harry Potter). Albus Silente afferma che, durante la prima Materializzazione, molti vomitano. Esistono le Materializzazioni Singola e Congiunta. La prima, come dice il nome, è riferita alla Materializzazione di una sola persona mentre la seconda alla Materializzazione di due o più maghi a contatto tra loro. Per eseguire la Materializzazione è necessario conseguire una patente, che si ottiene con un esame. Chi esegue una Materializzazione senza aver passato i necessari esami viene punito con una grossa multa da parte del ministero della magia. La Materializzazione però ha un limite: non ci si può Smaterializzare entro grandi distanze, come ammette lo stesso Voldemort quando, dopo essere stato convocato toccando un Marchio Nero mentre si trovava in Germania, dovette attraversare la Manica volando, prima di potersi Smaterializzare. Anche Hermione Granger afferma che, su un'ipotesi fatta di Materializzarsi in Albania, la Materializzazione in altri paesi è estremamente complessa.
Animali e pensiero magico - Tartaruga
Nel mito solitamente non c'è distinzione tra tartarughe marine, terrestri e d'acqua dolce. Secondo la cosmologia taoista e quella dei Sioux, l'universo è stato contenuto dentro al carapace di tartaruga, mentre in India il ventre simboleggia la terra e la parte superiore bombata la volta celeste. Per i nativi americani la tartaruga cosmica produce le terribili scosse sismiche.
L'induismo la collega alla fertilità - può fecondare fino a 200 uova per volta - e identifica l'animale col dio Prajapati, il Creatore della vita, o con Vishnu, il conservatore del mondo. In particolare, l'incarnazione indù del Kurma-avatara sostiene il mondo e permette la creazione dell'amrita, il nettare divino, elisir di immortalità.
Dedita alla profezia e alla divinazione è la tartaruga nella tradizione cinese: simboleggia la longevità e l'invulnerabilità divenendo un emblema di potenza militare. Inoltre simboleggia l' "eternità" dei sovrani cinesi, considerati dei veri e propri dèi. Nell'interno della Città proibita di Pechino vi è una statua in bronzo di tartaruga, proprio davanti al Palazzo Imperiale.
I Maya consideravano il mondo come una grande tartaruga e il suo carapace simboleggiava la terra arrotondata dalla quale emergeva il dio Hun Hunahpu, ma spesso la tartaruga viene associata al dio Chac, dio della pioggia, mentre in Australia presso la cultura aborigena emerge dalle acque creatrici.
sabato 24 novembre 2012
Leggende Alpine
Nelle Valli Piemontesi
La montagna dei Twergi
Hanno tipiche caratteristiche: una folta barba, volti rotondi, guance rubizze; indossano sempre un cappello e sono vestiti di stracci e foglie. Sono piccoli, ma molto forti e abilissimi nella lavorazione del metallo. Fanno infatti della stirpe dei nani metalliferi. I più anziani, a causa dell’umidità accumulata nella loro vita, hanno la barba e i capelli tendenti al verde perché coperti da muschi e licheni. Il loro nome potrebbe derivare dal tedesco medievale Twerg e sarebbe giunto insieme alle popolazioni Walser che emigrarono tra il XII e il XIII secolo dal Canton Vallese nella bassa Ossola, in Val Sesia e nella Valle di Gressoney. Ad Ornavasso si racconta la fiaba di Catarinen, una giovane pastorella che si recava ogni dì a pascolare le mucche della verde radura della Kalmatta. Poco distante viveva un gruppo di Twergi. Uno di loro si era invaghito della bella ragazza e l’aspettava ogni giorno. Iniziò a raccontarle bellissime storie. Col tempo anche Catarinen si affezionò al Twergi e una sera d’autunno i due innamorati si dichiararono il proprio amore. Ma la giovane era molto turbata. Non voleva rinunciare alle attenzioni del folletto, però temeva la reazione dei genitori, che difficilmente avrebbero acconsentito a un matrimonio così insolito. Alla fine la passione ebbe la meglio e Catarinen abbandonò la casa paterna e si offrì al Twergi. Si sposarono nel bosco vicino al torrente e in quella occasione accorsero gnomi da ogni angolo della valle. La sposa ebbe in dono una corona di foglioline raccolte in un luogo segreto. Da allora la dolce Catarinen e il Twergi non furono mai più visti da occhio umano.
Mi devo ricredere,
rimangerò le mie parole:
non è vero che il forum ufficiale è inutile.
Ci si possono fare delle sane risate:
(cliccare l'immagine per ingrandire)
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