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martedì 29 gennaio 2013






Sunkmanitu tanka - il mondo 

degli Indiani d'America





Miti e Leggende
Taikòmol: il Viandante Solitario (parte 3)
(Yuki)


Ritornando sui suoi passi, il Viandante Solitario proseguì nella sua laboriosa opera di creazione. Con sottili pelli di balena creò il cielo. Poi staccò dal suo copricapo alcune piume d'aquila e le dispose per terra. Subito esse si trasformarono in montagne e colline ricche di alberi.
Col potere del suo sguardo Taikòmol provocò tuoni e fulmini con i quali colpì le montagne. Dalle spaccature sgorgarono le sorgenti e fluirono i fiumi. Ora la terra non era più desolata, il paesaggio incominciava a ravvivarsi. Creò poi tutti gli animali, uccelli e quadrupedi, ed essi in quel tempo antico vissero come persone, solo in seguito acquisirono la loro attuale conformazione.
Fermandosi poi ad osservare il suo operato, Taikòmol pensò: <<È tempo che l'umanità popoli la terra>>. E si accinse a creare gli uomini.
Costruì dapprima una casa, poi camminò fino alle montagne e dai rami di un ippocastano ricavò alcuni bastoni che terminavano con una protuberanza all'estremità e li depose all'interno della casa. Tutt'intorno pose dapprima i bastoni più nodosi, poi quelli più lisci e infine quelli più piccoli. I primi erano destinati a divenire uomini, i secondi si sarebbero trasformati in donne e gli altri in bambini.
Sparse i bastoni tutt'intorno e poi disse: <<Faccio questo così che domani mattina all'alba questa casa sarà piena di gente e vi sarà in gran rumore. Molti bambini giocheranno, altri canteranno, altri ancora piangeranno; si riderà, si parlerà e vi sarà un gran brusìo>>. 
Infatti il giorno dopo, al primo chiarore, la casa fu piena di persone e si udiva un gran vociare, proprio come Taikòmol aveva detto. Ben presto la terra fu completamente abitata, poichè Taikòmol aveva mostrato agli uomini e alle donne come dovevano unirsi e procreare. Si formarono così molti popoli che si dispersero ai quattro canti del mondo. Taikòmol riprese allora il suo cammino e, partendo dal Nord, percorse tutta la terra, insegnando agli uomini tutti i sacri riti e le divine cerimonie. A tutti elargì la conoscenza. 
Il Viandante Solitario camminò per il mondo intero e in ogni luogo diede a ciascuna tribù un linguaggio differente. Solo gli Yuki parlano la sua stessa lingua e cantano come Taikòmol aveva cantato nel giorno dell'avvento. Quando tutti i popoli impararono a vivere secondo le norme che egli aveva insegnato loro, allora Taikòmol ritornò a Nord e di lì risalì al cielo. 
Ora egli vive fra le nuvole; nel cielo infinito ha la sua dimora. Fulmine è il suo sguardo e Tuono la sua voce. Quando va in collera perchè gli uomini si comportano in modo scorretto, precipita sul mondo violente burrasche. Allora gli sciamani inviano a lui le loro preghiere e subito la pioggia cessa. Egli è infatti colui che dona agli sciamani le magiche visioni. Egli è Taikòmol, Nostro Padre, il Viandante Solitario che ha creato il mondo e che dona la vita ai neonati.

Antica saggezza veneta

Febrarusso pezo de tuto.
Febbraio è peggio di tutto
(è il mese più critico per coltivazioni e allevamenti)

La Doménega de l'Ulivo,
ogni osèl fa 'l so nìo.
La domenica delle palme
gli uccelli nidificano.
(riferito all'inizio della primavera)

Co el gato canta in t'el punèr
speta l'aqua dal çiel.
Se il gatto miagola al pollaio
si appresta a piovere.

Isole Shetland - Scozia - Up Helly-aa

Ogni anno in Scozia, nelle Shetland, ha luogo una celebrazione volta a mantenere vive le origini vichinghe: le isole infatti appartennero alla Norvegia fino al 1469.
Questo festival nasce nel 1870 ed è rivolto solo agli uomini ed è organizzato da un vero e proprio comitato apposito che ogni anno elegge il Guizers Jarl, il personaggio principale della celebrazione, che dovrà prepararsi e costruire da sè gli abiti, l'ascia e l'elmo con ali di corvo.
La mattina dell'Up Helly-Aa uno squadrone di vichingi, detto Jarl Squad, invade la città visitando case, ospedali e scuole in attesa della sera quando dalla torre del municipio di Lerwick verrà lanciato un segnale. Allora tutti accendono le torce e il Guizer Jarl salirà a bordo della sua barca, una riproduzione del drakkar vichingo lunga 9 metr costruita dai migliori falegnamii, e la conduce fino al luogo designato per il falò accompagnato da un coro di cornamuse. Gli altri vichingi lo accompagnano su piccole barche muniti di torce accese e attendono un secondo segnale, quando lo Jarl abbandona la nave e al suono di un corno tutti scagliano le torce contro il drakkar cantando 'The Norseman's Home', una tipica canzone.
Dopo il falò i vichinghi festeggiano tra amici e feste pubbliche con balli, canti e musica. Da tradizione, come recita la canzone, ognuno di loro deve ballare con una donna prima di bere il suo whisky e poi cenare con zuppa di montone e bannocks, una sorta di pane fatto con farina d'avena.
Questa festa è relativamente recente, ha poco più di cent'anni ma la tradizione cui si ispira è molto antica, rievoca i funerali dei capi vichinghi che venivano cremati sulla loro nave.

Il festival si svolge nell'ultimo martedì di gennaio.

lunedì 28 gennaio 2013

al ciant del gal


Rieccoci, come ogni giorno, puntuali all'ora della merenda :D
Dopo la gita di ieri è ora di parlare seriamente (ci proveremo, promesso!!!!) del villaggio

♫ ARCADIA ♫ - Valle della Betulla


Appena ci si materializza, appare come un villaggio ricco, attivo, operoso, con zolle ravvicinate e macchie fitte di fiori e colori. Di primo acchito può spaesare perchè non sai da che parte iniziare, di fronte al paesaggio variopinto tutto ti attrae, quindi cominceremo il nostro giro con questa logica: spazi comuni e privati.
Al centro del villaggio convergono tutte le abitazioni e, ogni singolo giardino, è arredato e ben curato dal proprietario. Statue, piante, trofei, ogni elemento viene utilizzato per arredare, decorare ma soprattutto per personalizzare lo spazio 'privato' nelle immediate vicinanze della casa.
Allargando lo zoom il paesaggio cambia in modo radicale:


Appare chiaro che il villaggio è decorato in modo vario, tra il realismo dei recinti con gli animali al surrealismo dei grandi disegni riprodotti in modo molto accurato.
Il colpo d'occhio va sicuramente al verde, colore predominante negli arredi del villo, e se muoviamo il mouse all'interno delle grosse decorazioni vediamo con soddisfazione che esse sono frutto del lavoro di tutti, ogni giocatore ha contribuito aggiungendo un fiore, un animale, una decorazione per creare questo grande paesaggio.
Ieri abbiamo scherzato molto, ma in fondo ci siamo soffermati sugli elementi predominanti di questo villo, sulle zone che più saltano all'occhio e abbiamo dato - come sempre - un'interpretazione personale e fantasiosa per poterle presentare al meglio. Addentrandoci per i sentieri però notiamo molti singoli, piccoli elementi disseminati qua e la che creano delle piccole oasi da gustare, composizioni di oggetti ben abbinati oppure dei veri e propri dipinti. Dopo la gita di ieri molte immagini già parlano da sole, aggiungiamo quindi qualche panoramica senza aggiungere altro, qui la creatività, la fantasia e la collaborazione di tutti i player non hanno bisogno di commenti. Chiuderemo solo con un paio di osservazioni, intanto godetevi il paesaggio:

clima di festa, un giardino che va bene 365 giorni l'anno

cielo, terra e mare, in più un angolo romantico con un cupido felice,
che si compiace del buon lavoro fatto con i due unicorni

unicorni, pavoni, renne e gufi, la giraffa, mamma oca e coniglietti, da quale fiaba cominciamo?

statue e trofei per un giardino monumentale, aiuole colorate e selvagge da un lato,
una partita di tetris in corso dall'altro, il dolce cucciolo di drago rompe le geometrie e
la monotonia di colori con la sua vaschetta sgargiante

Se avessimo preso in considerazione ogni singolo elemento di questo villaggio avremmo dovuto dedicare una settimana, sarebbe stata assolutamente meritata ma molti ci attendono, quindi vogliamo chiudere con poche brevi considerazioni.
Innanzitutto nella zolla di semiramide ci attendevamo i giardini pensili, come la storia ci insegna! ^^ (<----- questo è un link! XD)
In secondo luogo l'agrifoglio: anche il nostro paparazz-pupazzo è rimasto incantato di fronte alla realizzazione che, a prescindere dalla simbologia e al richiamo natalizio, è eseguita in modo geniale. L'utilizzo dei cactus per creare il bordo pungente delle foglie è una gran bella idea, i fiorellini gialli dei saguari si intravedono appena ma creano un contorno luminoso in un'immagine altrimenti cupa. Nell'insieme emerge un disegno con prospettiva, profondità e sfumature che non manca di catturare l'attenzione e si fa riconoscere subito.
Come gran finale dobbiamo dare una precisazione: normalmente non chiediamo nulla, arriviamo in un villaggio e ci scambiamo opinioni di vario genere. Questa volta, per un puro caso fortuito, siamo venuti a conoscenza del significato di un'immagine: qualcuno l'aveva scambiata per un alveare, qualcun altro appassionato di cinema ha visto l'uovo di alien, qualcuno più goloso ha riconosciuto un uovo di Pasqua . . . Fortunatamente, durante una delle nostre incursioni, qualcuno del villo ha accennato alla campana . . . Ci scusiamo per non averla riconosciuta ed ammettiamo di essere caduti in errore ma si sa, l'arte è oggettiva e la sindrome di Stendhal ci ha privati del raziocinio ^^

Ringraziamo ancora tutto il villaggio ♫ ARCADIA ♫ e i giocatori che, come sempre accade, hanno sopportato di buon grado l'averci tra i piedi ripetutamente per diversi giorni :D
Grazie quindi a the_gamer, semiramide, une, Chea, Adolph, chibiusagi e Sareia per l'ospitalità e la simpatia!



Sunkmanitu tanka - il mondo 

degli Indiani d'America





La Storia
L'America prima del 1492 (parte 15)

Inuit e Aleuti : i popoli del lontano Nord

Circa 5000 anni fa, le regioni artiche del Nord America - abbandonate dai popoli che le avevano precedentemente occupate, come gli Athabasca - vennero raggiunte da nuovi popoli. Si trattava degli Inuit e degli Aleuti, popoli con la stessa origine culturale che si erano divisi prima di migrare attraverso lo stretto di Bering.
Costoro traevano sostentamento dal mare, cibandosi di foche, balene, pesci, uccelli, caribù e altre specie che si erano adattate alle rigide condizioni climatiche del Nord. Si spostavano stagionalmente alla ricerca di cibo, che diventava disponibile in certe zone solo in alcuni periodi dell'anno. Progettarono particolari mezzi di trasporto, come le slitte trainate dai cani e i kayak ricoperti con pelle di foca, per muoversi sul ghiaccio, sulla neve o sull'acqua, e costruirono arpioni per cacciare i mammiferi marini. Vivevano in tende di pelle in estate e in alloggi circolari o quadrati parzialmente scavati nel terreno in inverno.
4000 anni fa gli Inuit iniziarono a spostarsi verso est e occupare il Canada del Nord e la Groenlandia. Dal X secolo in poi, iniziarono a incontrare pescatori, commercianti e abitanti d'origine scandinava provenienti dall'Est (erano circa 7000 gli scandinavi che vivevano in Groenlandia nel XIV secolo). Da lì si mossero verso ovest e si stanziarono lungo la costa di Terranova, dove un insediamento chiamato Vinland era stato abbandonato dopo pochi anni nell'XI secolo. Le relazioni tra gli Inuit e gli scandinavi oscillavano da un cordiale rapporto commerciale alla guerra vera e propria. Dagli scandinavi gli Inuit acquistavano beni in metallo, come coltelli con lame di ferro, e abiti di lana. 
Donne Inuit mostrano a un'europea come usare un
kayak per cacciare le foche, 1924 ca.
Le dispute scaturivano da disaccordi commerciali e dalla riluttanza degli Inuit a cedere il territorio ai nuovi arrivati. Alla fine del XV secolo, quando altri europei iniziarono a muoversi verso ovest e a esplorare le Americhe, gli scandinavi abbandonarono la Groenlandia. Ad allontanarli furono il fatto do non riuscire a soggiogare gli Inuit e l'arrivo nel XIV secolo di una nuova "piccola era glaciale". Nonostante l'esordio apperentemente innocuo dei contatti tra indiani ed europei, i successivi incontri si sarebbero dimostrati molto più sanguinosi, con ripercussioni permanenti per entrambe le parti.

Lo scheletro del campanaro

Narra una leggenda come nel corso dell’Ottocento a Venezia, in corte Bressana, a San Giovanni e Paolo, si trovasse l’abitazione di uno degli ultimi campanari di San Marco. Essendo un uomo molto alto, un giorno fu notato dal direttore di un Istituto scientifico, che subito pensò che lo scheletro di quell’uomo avrebbe potuto costituire il pezzo forte delle sue collezioni anatomiche. Dopo molte insistenze, il campanaro si lasciò convincere dal professore e si impegnò per iscritto a lasciargli lo scheletro dopo la morte, in cambio di una adeguata somma di denaro. Si trattava di una cifra altissima, che l’uomo non avrebbe potuto sperare di guadagnare in una vita intera. In cuor suo sperava che il professore, molto più vecchio, sarebbe morto prima di lui, e che nessuno avrebbe poi ricordato quello strano contratto.
Essendo fra le altre cose un amante del buon vino, il campanaro si affrettò ad andare coi soldi all’osteria più vicina. Ma non aveva ancora finito il denaro che un colpo lo colse proprio al tavolo del locale, per il troppo bere. Così lo scheletro divenne del professore che lo mise in una teca dell’istituto con una campanella in mano, a ricordo del suo vecchio mestiere. Oggi lo scheletro del campanaro è conservato ancora nel museo di storia naturale. Ma ogni mezzanotte sale sul campanile di San Marco e dà i dodici rintocchi. Poi si incammina barcollando verso la sua vecchia casa suonando la campanella e fermando i passanti, mendicando per poter ricomprare se stesso.

domenica 27 gennaio 2013



Oggi vogliamo variare un pochino, invece di addentrarci tra casette e centri abitati abbiamo deciso di proporvi un viaggio alternativo, educativo e rilassante: una gita al parco naturalistico di Miramagia.
E' domenica, cosa ci può essere di meglio di una passeggiata tra bellezze naturali, flora e fauna del mondo bucaneve?

Prima di fare armi e bagagli e partire dobbiamo consultare il servizio meteorologico: il nostro ottimismo è stato premiato! Il sole splende e anche per la notte le previsioni sono di cielo sereno, quindi non torneremo a casa con la nebbia o sotto la pioggia :D La luna è argentata, quindi per oggi le forze di Vega non ci attaccheranno . . . bene, possiamo stare tranquilli e goderci la nostra gita.

Per cominciare bene la giornata la cosa migliore è partire all'alba, è il momento giusto per un appostamento birdwatching. Ci appostiamo silenziosi dietro a recinzioni e steccati armati solo di binocoli e macchine fotografiche, possiamo così godere della vista di specie autoctone nel loro habitat naturale. Il Mondo Bucaneve è territorio di riproduzione dei fenicotteri, difatti è stato statisticamente accertato che ad ogni trasformazione di Kalleidos e .veleno. questa specie si moltiplica in modo esponenziale!

E' giunto ora il momento di dirigerci al parco faunistico: qui le recinzioni rispettano rigide normative per la sicurezza dei visitatori e un'inserviente, brutto come un nano barbuto, si assicura che nessuno getti del cibo agli animali. Per la gioia di tutti, grandi e piccini, vediamo che c'è l'orangotango, il gatto e si vedono pure i due leocorni!
Possiamo ammirare questi animali nella tranquillità di un habitat naturale magistralmente ricreato, senza però minacce da parte dei loro predatori naturali in modo che anche le specie a rischio (come ad esempio le renne di babbo natale) possano riprodursi ed essere poi introdotte nel piano di reinserimento nel loro territorio.

Dopo aver girato a lungo arriviamo anche alla fattoria, purtroppo si è fatto tardino e le galline si sono già ritirate nei loro pollai, non ci resta che osservare il gruppo di tacchini e due cigni, che un giorno sono arrivati qui e hanno deciso di stabilirsi, entrando a far parte delle mascotte del parco.

Alla fine del percorso ci attende l'attrazione principale: la vasca oceanica! Qui possiamo ammirare svariati tipi di gasteropodi, stelle marine, cefalopodi e cetacei, cose da non credere!
Qui la sorveglianza è affidata ad una sirena che, con il suo canto, ammalia le piovre giganti le quali, invece di stritolare i visitatori, si dedicano alla costruzione di deliziosi castelli di sabbia.

La giornata volge al termine e, come previsto dal meteo, Vega la stella rossa fa capolino nel cielo, cominciamo quindi a riavviarci verso casa.

Tutto questo gran camminare ha stimolato l'appetito, sarà meglio fermarci per fare uno spuntino prima di rientrare.
Facciamo quindi tappa obbligata all'angolo ristoro ichea, dove distributori automatici di caffè, the, stuzzichini di ogni genere metteranno a tacere ogni languorino.
. . . e se le macchinette si mangiano i soldi, chiamate i sorveglianti del parco! Se cercherete di prenderle a pugni, il molosso di guardia vi farà subito cambiare idea :D

Grazie a tutti per essere stati con noi durante questo lungo tour, grazie soprattutto al villaggio

♫ ARCADIA ♫ - Valle della Betulla

per aver realizzato un villaggio tanto variopinto che ha ispirato questa gita domenicale.
Ringraziamo quindi the_gamer, semiramide, une, Chea, Adolph, chibiusagi e Sareia per la pazienza che hanno avuto durante le nostre incursioni e per la simpatia :D
Come avrete intuito, domani torneremo nel magico mondo di ♫ ARCADIA ♫ per fare un altro giro nel villaggio, questa volta saremo più seri . . . almeno ci proveremo!
A domani! :D