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mercoledì 11 novembre 2015

udite  udite c'è una nuova  celebrità su mira  il nostro mitico Sante

oggi è San Martino

per voi che su Mira zappate e come contadini virtuali vi comportate questa data agraria non dimenticate :XD



L'11 novembre era data ben nota nelle campagne perché coincideva con la fine dei contratti agricoli annuali e il pagamento delle tasse e dell’affitto. Sì, perché un tempo ai proprietari terrieri era più conveniente avere dei mezzadri annuali che potevano essere licenziati alla scadenza del contratto. Di conseguenza, l’avvicinarsi di questo giorno era vissuto come un incubo, oppure come una liberazione a causa dell’esosità dei proprietari. Tanto che la stessa data era anche diventata sinonimo di cambio di casa e trasloco onde veniva detto “far San Martìn”.

Anche i capponi, per le “onoranze” dovute al padrone, dovevano essere pronti per questo giorno. Così qualche tempo prima, le pollastrelle “da ovo” venivano separate dai galletti pronti per essere fatti capponi. L’intervento era rudimentale e molto sbrigativo. Presi per le zampe, stretti fra le ginocchia si incrociavano loro le ali e con un paio di vecchie forbici si praticava un taglio nella regione dove con un dito si estrevano i “cosidetti”. Ricucita la ferita, la si cospargeva di cenere come disinfettante e si tagliava la loro cresta innestando sulla testa una piuma variopinta.
Veniva anche accesa una candela e se la fiamma si piegava a sera o a mezzogiorno sarebbe stato un inverno asciutto; al contrario, se voltava a mattina, un inverno umido e garbinoso.
Questa festa era anche ispirata alla svinatura e all’inizio del ciclo invernale: “A San Martìn casca le foie e se spina el bon vin”, oppure: “Da San Martìn el mosto deventa vin”.
Questo è il mese giusto per gustare l’oca, perché “matura” proprio tra novembre e dicembre, quando, pingue - come direbbe l’Artusi - «si presenta animale fecondo e festoso».
L’oca è stata per secoli considerata come il “porcellino dei poveri”perché di essa non si buttava via nulla.
Oltre alla carne, forniva una grande quantità di grasso, piume per le trapunte da letto, stuzzicadenti e penne per scrivere o da cappello.
L’oca si può cucinare in arrosto, lardellata o ripiena di castagne e di prugne, lessata con il rafano, in umido e con la sua carne si può farne dei gustosi salami o degli aristocratici prosciutti mentre con il fegato grasso il famoso paté in terrina.

un bacio ai nostri amici d'oltre oceano :)


martedì 10 novembre 2015

ok,sono arrivati oramai da giorni :)

Mi hanno studiato,ascoltato i rumori che faccio,si sono piazzati,adesso siamo in armonia :)

domenica 8 novembre 2015

DE GLETSCHER

Il Monte Rosa

a Gressoney lo chiamiamo "DE GLETSCHER", IL GHIACCIAIO
Il MONTE ROSA è il massiccio mediamente più alto d'Europa. La sua vetta più alta, la Punta Dufour, con i suoi 4.634 metri s.l.m. è seconda soltanto alla cima del Monte Bianco (4810 m), ma le punte over 4.000 che compongono il ROSA sono 18, alle quali se ne aggiungono altre 6 secondarie, che con un gran numero di colli, passi, pareti e ghiacciai
Fa parte delle Alpi Pennine ed è raggiungibile dalle sette valli che si distendono ai suoi piedi, tra Valle d'Aosta (Valle del Lys, Val d'Ayas e Valtour-nanche), Piemonte (Valsesia e Valle Anzasca) e le valli Svizzere di Zermatt e di Saas-Almagell
Gornehorn (in tedesco Grande Montagna), Monte Silvius in latino, Mon Boso o Monboso in un libro di Leonardo da Vinci, Monte Bosa (in una mappa del 1740).
L'attuale toponimo MONTE ROSA (uguale anche in inglese ed in tedesco, mentre in francese è MONT ROSE) deriva dall’antico nome celtico “roëse”, “roiza”, che significa ghiacciaio (in latino : ROSIA ).
1778 - Ascensione dei 7 giovani gressonari al colle del Lys (Entdeckungfeldze) (Walser).
1801 - Pietro Giordani supera i 4.000 raggiun-gendo la vetta più meridionale del Rosa, a lui dedicata: Punta Giordani (m. 4.046)
1819 - il 5 agosto Nicola Vincent, di Gressoney, raggiunge la Piramide che porterà il suo nome (m. 4.215) ; alcuni giorni dopo, il 12 agosto, Nicola e Francesco Vincent raggiungono la Punta Zum-stein (m. 4.563); con queste due ascensioni i due fratelli gressonari aprono la via alle vette più alte del massiccio.
1842 - il 9 agosto, dopo alcuni tentativi andati a vuoto il parroco di Alagna Giovanni Gnifetti raggiunge la Punta Gnifetti (m. 4.559) dove nel 1893 sarà costruita la Capanna Regina Margherita, il rifugio più alto d’Europa.
Trofeo Mezzalama, la grande traversata che ogni due anni impegna centinaia di "equipaggi" nella faticosissima, appassionante, bellissima corsa che da Cervinia raggiunge Gressoney, cavalcando il filo degli altissimi panorami del Monte Rosa.

la maratona dei ghiacci. 45km di sviluppo, quasi 3000m di dislivello positivo per una mitica cavalcata da Cervinia a Gressoney.
Un buon sciatore fa un passo e arriva
Fin dove l'orecchio sente, ne fa un altro e
Arriva fin dove l'occhio vede
(da un'antica cronaca svedese)