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martedì 5 giugno 2012

Constantine - USA 2005 - Francis Lawrence

Il film Constantine si basa sulla serie di fumetti Hellblazer della DC Comics, tra il fumetto e la versione cinematografica ci sono alcune differenze che però non tolgono nulla alla trama: nel fumetto John Constantine è inglese, biondo, occhi chiari e nella lotta tra bene e male si pone superpartes, nel film invece è americano, occhi e capelli scuri e si schiera nettamente dalla parte del bene. Di che cosa parla Constantine? Per chi non avesse mai visto questo film, John Constantine è un medium esorcista che fin da bambino aveva la capacità di vedere una realtà parallela alla nostra popolata di esseri angelici, demoniaci, morti e quelli che lui definisce 'mezzosangue' cioè non completamente angelici o demoniaci che vivono tra gli umani e possono dare intuizioni o idee alle persone, cioè spingerle ad agire per il bene o il male. Constantine diventa così un esorcista molto potente che caccia i demoni che si impossessano delle persone e si ritrova a dover combattere Mammon, il figlio di Lucifero, che ha trovato una scappatoia per entrare nel mondo degli umani e prenderne possesso. La trama secondo me è buona, è un'intreccio tipico della letteratura e filmografia fantasy: un personaggio parte per una missione e, durante il suo percorso, trova degli alleati o degli amici che si uniscono a lui o che lo aiutano per un periodo, qualcuno muore durante questa guerra tra il bene e il male, qualcun altro sopravvive, qualcuno cambia la propria visione del mondo, delle persone e dell'aldilà.
 Il protagonista è Keanu Reeves, sempre bellissimo e sempre assolutamente incapace di recitare, insolitamente però la sua faccia espressiva come la suola di una ciabatta si confà al personaggio perchè Constantine è un tipo sempre serio e attanagliato da mille pensieri quindi stavolta ci sta una lode al fisique du role. Rachel Weisz interpreta il doppio ruolo di due gemelle, la detective Angela e la sorella Isabel. Sono due sorelle cattoliche e molto devote, Angela si presenta come una donna con la testa sulle spalle, con i piedi per terra, mentre Isabel è internata in un centro per malati mentali. Gabriel, l'Arcangelo Gabriele è interpretato dalla meravigliosa Tilda Swinton, la sua bellezza androgina ben si confà ad interpretare un essere celeste asessuato, inoltre la sua grande presenza e fisicità sa enfatizzare gli atteggiamenti e gli stati d'animo in ogni sua scena. Una chiccha impagabile è data dall'interpretazione di Peter Stormare, attore caratterista e musicista, che qui interpreta un Lucifero impegnato come imprenditore di una grande azienda infernale che riesce a suscitare simpatia ed empatia. Nota a piè di pagina: un giovanissimo, bruttissimo e irriconoscibile Shia LaBeouf nei panni dell'assistente di Constantine, Chas Kramer.
Ovviamente si capisce che approvo pienamente il cast, la colonna sonora è di grande effetto e impatto, aggiungendo grande pathos e armonizzandosi pienamente in ogni scena.
Una chiccha: la visione dell'inferno come una delle nostre città moderne che si sbriciola e se ne va in polvere tra venti forti e implacabili, consumandosi e consumandosi in eterno,  e la teoria secondo cui l'inferno è ripetizione cioè si continua a rivivere continuamente un pezzo della nostra esistenza.
Per quanto mi riguarda il film è pienamente promosso, qua e là gli sceneggiatori si prendono qualche libertà o licenza inserendo oggetti mistici, personaggi e altro però ci sta tutto, d'altronde è una storia di fantasia e il film scorre bene senza incepparsi ma soprattutto senza annoiare. Ogni singolo fotogramma di questo film potrebbe essere un quadro o una foto, visivamente è un'emozione da guardare, tutti i personaggi sono ben caratterizzati, pochi ma buoni con una storia alle spalle e gran carattere, personalmente avrò visto il film una decina di volte e, nonostante alla fine io ne conosca trama e dialoghi quasi a memoria, ogni volta è sempre bello da rivedere e riesce ad appassionare.
L'ottava Zolla
 Erbe Aromatiche e Piante Officinali
 Sinapis arvensis - Senape

Descrizione
La senape è una pianta erbacea annuale a fusto eretto dotata di gambi glabri, arrotondati, robusti e ben ramificati; l'altezza di quest'erba varia da poche decine di centimetri a ben oltre un metro. Di questa pianta, che è stata coltivata fin dall'antichità per usi culinari e medicinali, esistono diverse varietà: vi sono la senape nera, quella bruna e quella bianca.
FOGLIE: Le foglie poste alla base dei cespi hanno forma lanceolata e margine dentato, quelle superiori sono sempre ovali e appuntite, ma hanno il margine liscio; la loro pagina superiore è di colore verde scuro, quella inferiore più chiaro. Le foglie della senape sono aromatiche e per questo motivo quelle più tenere possono venir aggiunte alle insalate.
FIORI: I piccoli fiori della senape sbocciano in estate, sono riuniti in infiorescenze, presentano quattro petali gialli, sono leggermente aromatici.
SEMI: I semi della senape sono sferici, il loro colore varia dal marrone al crema; il loro aroma si sviluppa solo quando vengono macinati e posti in acqua tiepida. I semi della senape nera sono i più piccanti. 
Uso in cucina
Il caratteristico aroma, piccante ed amaro, viene emesso dai semi della senape solo quando vengono macinati: quelli marroni sono meno piccanti di quelli neri. I semi bianchi son quelli che si conservano più a lungo.
 

lunedì 4 giugno 2012

Detti del Veneto

Nè caldo nè gel,
xe restà mai in t'el ciel.

Nè il caldo nè il gelo
sono rimasti mai nel cielo.
(presto o tardi viene il caldo e il freddo)

Podesse durar la mala vissina
quanto che dura la neve marsolina.
Potesse durare il mal vicinato
quanto dura la neve di marzo.

Avril 'na jossa al dì,
e spesso tuto 'l dì.
Aprile una goccia al giorno
e spesso tutto il giorno.
(si riferisce alla pioggia)

Arco balen prestìn,
impenìsse 'l mulin.
Arcobaleno di mattina
riempie il mulino.

Pacioro de Majo,
spighe de Agosto.
Fango a maggio
spighe in agosto.

domenica 3 giugno 2012

Cattivissima me - Il dannato mantellino della trasformazione

Per la serie misteri insoluti e mai svelati oggi parlerò del mantellino della trasformazione. Il dannato mantellino sbrilluccicante che ogni neo-trasformato si trascina appresso come una spada di damocle. Ma cos'ho contro il mantellino? Ora nulla . . . ovviamente, all'ultimo aggiornamento la prima cosa che ho fatto è stata andare in città alla boutique e toglierlo! XD Per mesi e mesi, tra la prima e la seconda trasformazione, me lo sono trascinato avanti e indietro per il villaggio spazzando polvere e ciottoli e cacche di drago ad ogni passaggio . . . cosa posso avere contro il fottuto mantellino? E che dire dei numerosi fotoshop in cui l'ho cancellato, giusto perchè non sembrasse che io avessi un pannolone viola formato T-Rex?
Niente di che . . . poi ci sono giorni come oggi in cui in un agrodolce momento di outing qualcuno mi confessa che ha dovuto - DOVUTO! - rimettere il pannolone dietro richiesta del villo perchè fa fico . . . sì perchè con il mantellino si vede che uno si è trasformato. Non aggiungerò commenti personali e non invierò cartoline di condoglianze, rimarrà solo una sana risata ad echeggiare in tutto il mondo bucaneve... 
BWAHAHAHAHAAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH

Non aggiungerò nomi, nickname, villaggi o valli perchè l'infamia di portare il pannolone viola è già abbastanza . . . oh come sono compassionevole oggi! XD

immagine a scopo puramente dimostrativo
Ringraziamenti:  ci tengo a ringraziare di cuore un player di cui conserverò con cura l'anonimato per avermi gentilmente fornito l'ispirazione per questo poco simpatico editoriale. Grazie, giocatore misterioso, per avermi fatto rimembrare quanto il pannolone viola sia orrendo e imbarazzante . . .da oggi guarderò con occhi nuovi i programmatori del gioco che hanno misericordiosamente attivato la funzione per togliere il dannato fottutissimo mantellino.

Nuova rubricaaaaaaaa !!!!!!!!!!!!!!!!!!

Venghino siore e siori venghino! Grandi novitàci attendono . . . Non possiamo parlare sempre e solo di streghe, erbe magiche e annessi e connessi quindi abbiamo deciso (cinque minuti fa) di inaugurare una nuova rubrica: un angolo altamente cul-turale dove faremo una personalissima recensione di libri e film. Non attendetevi nulla di particolarmete edotto e forbito, sarà assolutamente una rece DI PARTE, talvolta spoilerata in cui racconteremo momenti cruciali e finali, commenti a nostra discrezione XD 
Il tutto al solo scopo di movimentare il blog e gli animi dei nostri fedeli lettori :)

Incontro totemico - Giorgio Celli e la gatta Giuditta

Giorgio Ruggero Celli (Verona, 16 luglio 1935 – Bologna, 11 giugno 2011) è uno dei più noti etologi e divulgatori scientifici italiani. Ha insegnato entomologia all'Università di Bologna, coordinato un gruppo di ricerca sulle alternative ai pesticidi in agricoltura e sull'ape come indicatore dell'inquinamento ambientale. E' stato membro del Comitato tecnico scientifico del Parco del Delta del Po e responsabile del Progetto zanzare promosso dalla Regione Emilia Romagna e dai comuni della costa adriatica. Accanto al lavoro scientifico ha coltivato una parallela attività letteraria, interessandosi di teatro, arte e poesia.
Celli è sempre stato un grande osservatore della natura e di tutte le forme di vita che si trovano nel giardino di casa, questa passione lo porta a diventare entomologo e studiare a fondo le api nonostante lui fosse allergico alle loro punture, in un suo volume racconta come durante i suoi studi egli se ne andasse tra le api vestito come un astronauta per timore dei loro pungiglioni per lui letali. Dall'entomologia all'ecologia il passo è breve per una mente attiva come la sua, Come ecologo ha dedicato il suo interesse sull'ecologia degli agroecostistemi, interessandosi ai metodi di contenimento biologico delle popolazioni di insetti nocivi. In questo contesto ha creato un centro, unico in Italia, nella quale vengono prodotti insetti utili alla lotta biologica ai fitofagi, e due centri di ecologia applicata che si occupano del controllo delle popolazioni di zanzare nelle zone umide e paludose. Tutto questo era il suo "lavoro" , una passione che si trasforma in pane quotidiano, però Celli da sempre ha dedicato attenzione e osservazioni pseudo-scientifiche nei confronti di tutto quello che lo circondava e, sulle orme di Konrad Lorenz, ha scritto decine di saggi autodefinendosi 'etologo dilettante' raccontando attimi di vita e riflessioni personali accompagnate da cenni scientifici alla portata di tutti i lettori.
Fondamentale per tutta la sua attività di etologo dilettante fu però un fatto avvenuto in gioventù . . .
Nel 1943 Giorgio Celli aveva 7 anni e con la sua famiglia viveva da sfollato in un paesino sugli Appennini abbandonando la casa di città per paura dei bombardamenti. Fu in quegli anni che Celli cominciò a scoprire la natura in ogni sua sfaccettatura, dalle bisce appese ai rami degli alberi alle lucciole che brillavano timide nelle notti scure. Fu in quel periodo che la loro gatta di casa, Giuditta, rimase incinta e partorì quattro gattini. I cuccioli nacquero di notte e Celli e la madre presenziarono all'evento, come se tanta dolcezza e amore potessero in qualche modo comopensare gli orrori della guerra che imperversava tutto intorno.
Giorni dopo la madre di Celli lo mandò da una vicina per chiedere un uovo e del latte per la gatta, Celli entrò nella casa senza bussare e, nella cucina, vide la padrona di casa con il seno fuori dalla camicia che allattava il suo bambino. All'imbarazzo di Celli la vicina lo rassicurò dicendogli che erano cose naturali e che non c'era da averne paura o di che vergognarsi.
Tornato a casa Celli osservò con occhi nuovi la gatta Giuditta che allattava i suoi cuccioli esattamente come la signora della porta accanto faceva con il suo bambino, esseri viventi tanto diversi uniti nello stesso gesto per crescere e proteggere la prole.
Fu così grazie a Giuditta che Giorgio Celli scoprì cosa fossero i mammiferi e questa fu la sua iniziazione alla scoperta del mondo degli animali, non a caso uno dei suoi saggi si intitola 'Sono un gatto anch'io' in memoria della gatta Giuditta, dove con occhio sornione e attento come un gatto che finge di dormire ci allieta con aneddoti su vari animali e, immancabile, il suo gatto Tachione.
Buona domenica a tutte le stregacce :D


sabato 2 giugno 2012

Erbe magiche


FELCE
Era famosissima durante il medio-evo poiché rientrava in quasi tutti i trattati erboristici con molteplici proprietà. Comunque la Felce è notevolmente efficace contro i vermi intestinali ed in particolare la Tenia.

Utilizzo Magico: di questa pianta in magia si utilizza principalmente il rizoma: bruciato o posto vicino all’orecchio durante il sonno donerebbe la chiaroveggenza e i sogni profetici. Dona inoltre la fecondità a quelle donne che hanno difficoltà a procreare. La Felce riveste anche una grande importanza nella magia della pioggia. E’ posta sotto l’influenza del Sole e di Mercurio.

FRASSINO
Nelle cure erboristiche ne viene consigliato l'utilizzo negli stati gottosi e per combattere reumatismi e artriti.

Utilizzo Magico: viene usato, soprattutto nella magia nordica, nei rituali di guarigione, salute e protezione. Alcune foglie di Frassino poste sotto l’orecchio favorirebbero i sogni profetici. Fumigazioni di questa pianta garantiscono dagli attacchi occulti e dalle influenze malefiche. E’ il legno migliore per preparare le bacchette terapeutiche. E’ posto sotto l’influenza del Sole e associato al Dio Odino.

GALANGA
Rizoma medicinale di una pianta originaria della Cina e delle Indie dal colore scuro e dal sapore aromatico e amarognolo.

Utilizzo Magico: Era considerata una pianta miracolosa dalle virtù quasi universali tanto da venire inserita in ogni tipo di mistura per aumentarne le potenzialità. Portarne su di sé un rizoma attira la fortuna e propizia salute e lunga vita. Le fumigazioni di Galanga spezzano le Maledizioni sviluppando al tempo stesso i poteri psichici. Questa radice viene vivamente consigliata per i sacchetti talismanici d’amore e per i rituali a sfondo sessuale. Il pianeta che domina questa pianta è Marte.

GALBANO
Gommoresina di odore balsamico, molto acre e pungente, che si ricava dalla pianta omonima originaria della Persia. E un liquido denso ed appiccicoso dal colore rosso-scuro.

Utilizzo Magico: stimola le forze psico-fisiche e la vitalità; protegge dai malefici ed è considerata indispensabile, nella magia orientale come nella tradizione medievale, per fare ricadere il male su colui che lo ha provocato. Questa resina è indiscutibilmente associata a Marte.


L'ottava Zolla
 Erbe Aromatiche e Piante Officinali
 Salvia officinalis - Salvia
Salvia deriva dal latino 'salves' cioè salute; 'officinalis' perché usata nelle antiche farmacie. Fu una pianta dalle proprietà cosmetiche e salutare; un detto latino diceva: ' Perché un uomo dovrebbe morire quando la salvia cresce nel suo giardino?'
Descrizione
Al genere delle salvie appartengono circa 500 specie diverse, molte delle quali sono spontanee nel bacino mediterraneo. Esistono salvie perenni e altre annuali, molte vengono coltivate esclusivamente per il valore decorativo dei loro fiori imbutiformi, che si ergono su alti steli. Gli arbusti di Salvia officinalis, la comune erba salvia, sempreverdi e rustici, solitamente compatti ed eleganti, a pieno sviluppo possono raggiungere anche un metro di altezza.
FUSTO: Dapprima verde e ricoperto da lanugine, il fusto diviene legnoso a partire dal secondo anno di coltivazione. 

FOGLIE:Le foglie di salvia hanno forma ovale lanceolata, margini variamente dentellati e comunemente colore grigio verde con riflessi argentei, ma vi sono anche foglie variegate di rosa e di bianco-crema; la loro pagina superiore si presenta spessa e vellutata, quella inferiore ruvida e con nervature molto pronunciate. Se sulle foglie compaiono delle macchie ciò indica una sofferenza del cespo. 
FIORI: La Salvia officinalis è un'aromatica che non sfigura accostata alle piante da fiore: i boccioli di un bel azzurro-violaceo appaiono numerosi all'inizio dell'estate. Una delle varietà più apprezzate per la fioritura è la Salvia patens, detta "salvia genziana" per l'intenso colore delle sue tardive infiorescenze azzurre. Molto coltivata è pure la Salvia splendens, dai fiori solitamente di un bel rosso brillante, ma anche bianchi o rosa. Per ottenere una fioritura prolungata da maggio fino a settembre, è consigliabile recidere le infiorescenze appassite. 
FRUTTI: Si formano alla base dei fiori e contengono i minuscoli semi ovoidali di colore marrone scuro. 
Uso in cucina
La Salvia officinalis è molto apprezzata dai cuochi perché aggiunge sapore a molte pietanze e digeribilità alle carni grasse. Di norma si ritiene inutile mischiarla ad altri aromi, in quanto il suo profumo fortemente predominante annulla gli altri. Quest'erba è ideale per aromatizzare il burro o l'aceto. Una ricetta semplice e stuzzicante a base di salvia è la seguente: Si raccolgono le foglie più grandi e, dopo averle lavate e asciugate, si immergono nella pastella per fritture (composta di farina, acqua, olio e un pizzico di sale e da un albume montato a neve) quindi si dorano, ponendole per pochi minuti nell'olio bollente, e si gustano ben calde.